Un temporary manager è un(a) professionista con esperienza e competenze specifiche che entra in azienda per gestire un progetto o facilitare e supportare una fase di cambiamento. Ma c’è un aspetto fondamentale da tenere a mente sia da parte tua che del temporary manager: un temporary manager, proprio perché è “temporary”, non è lì per costruirsi un futuro nell’azienda, bensì per aiutarla a crescere nel modo migliore in un tempo definito e nel rispetto della visione imprenditoriale.
Attenzione! Un temporary manager lascia spazio alla crescita di altri manager interni, presenti o futuri, lavora per rendere l’azienda più forte, in modo che al termine del suo incarico non ci sia più bisogno della sua presenza, per quel preciso scopo per il quale è stato ingaggiato.
Se invece opti per il temporary manager perché non ti senti ancora pronto ad avere un manager a tempo indeterminato o hai il timore di legarti a qualcuno che potrebbe non essere la persona giusta, va bene. Ma sappi che in questo caso non stai ingaggiando un temporary manager, ma un manager in prova e la cosa può funzionare solo se anche il manager ne è consapevole ed è d’accordo.
Da dove partire: qual è il vero bisogno?
La tua azienda ha la tua impronta. Ogni decisione, ogni dinamica, ogni successo porta il segno della tua visione e della tua personalità. Se sei arrivato o arrivata a chiederti se un temporary manager possa aiutarti, probabilmente stai cercando un modo per far crescere l’azienda rimanendone a capo, ma senza creare una totale dipendenza da te che non farebbe bene né alla tua azienda né alla tua persona. A pesto punto ti chiederai: ma come si trova la persona giusta? E soprattutto, come si fa a sapere che è davvero la persona giusta?
Un temporary manager non è un tuttofare, anche quando ha un profilo multifunzionale e si presta a tutto. Se lo trasformi (a patto che si lasci trasformare) in un(a) tuttofare, rischi che nel tentativo di svincolare l’azienda dalla tua figura, la vincoli alla sua. Ovvero crei un tuo sostituto fact totum, che è già un grosso passo in avanti, ma non ti garantirà quella sostenibilità che forse stai cercando.
Prima di iniziare la ricerca di un temporary manager devi definire un obiettivo specifico. Per esempio:
- Devi ottimizzare i processi interni e rendere l’azienda più efficiente?
- Vuoi esplorare nuovi mercati o avviare un cambiamento strategico?
- Ti serve qualcuno che strutturi l’organizzazione per renderla meno dipendente da te?
Più fai chiarezza su ciò di cui tu e la tua azienda avete bisogno, e che il temporary manager dovrebbe aiutarvi ad ottenere, più è facile trovare la persona adatta a raggiungere l’obiettivo desiderato.
Il fattore chiave: compatibilità con i valori e la visione aziendale
La tua PMI ha una cultura costruita nel tempo, modellata dalla tua visione, dal tuo stile di leadership, oltre che dalla presenza e il lavoro di tutte le persone che ne fanno, ne hanno fatto parte e ne faranno parte. Anche chi non c’è più con il proprio lavoro ha lasciato un’impronta e contribuito a creare l’azienda com’è ora. Chi verrà dopo, la renderà diversa da com’è ora cercando di avvicinarla sempre di più alla visione che hai per lei. Il temporary manager che scegli deve incastrarsi in questo puzzle in parte fatto, in parte ancora da fare, dove alla base di tutto ci sono i valori e la visione aziendale.
Serve davvero esperienza nel settore?
Non necessariamente. Un manager esperto nel tuo settore può entrare in certi meccanismi più velocemente, ma potrebbe anche portare schemi di pensiero già visti e poco adatti a far evolvere la tua impresa. A volte, una prospettiva esterna può dare una spinta innovativa che altrimenti non avresti considerato.
Quello che sì, il o la temporary manager deve avere eventuali competenze tecniche che il progetto o lavoro che gli affidi richiede. Potrebbe non averle tutte, quindi, cerca di avere chiaro quali nel profilo ideale di temporary manager che ti serve, sono competenze indispensabili, quali sono utili ma non indispensabili e quali sono desiderabili ma di cui, eventualmente, puoi fare a meno.
Le competenze che fanno davvero la differenza
Oltre alle competenze tecniche, ci sono qualità che un buon temporary manager deve avere:
- Capacità di leadership adattiva, per lavorare con team e contesti diversi.
- Problem solving e concretezza, per portare risultati nei tempi stabiliti.
- Abilità comunicative, per allinearsi con te e con il team.
- Empatia e intelligenza relazionale, per conquistare la fiducia di chi dovrà lavorare con lui.
- Curiosità e umiltà per integrarsi in un ecosistema aziendale unico, dove quello che vedi oggi, seppur migliorabile, è comunque già meglio di quanto lo fosse tempo indietro.
Definire i confini: durata e obiettivi del mandato
Se a condizioni “normali” un temporary manager non resta per sempre è fondamentale stabilire:
- Quali risultati deve ottenere (ridurre costi, aumentare vendite, riorganizzare un reparto?).
- Qual è un tempo ragionevole perché possa ottenerli (sei mesi, un anno, due anni…)
- Come sarà il rapporto di lavoro (presenza in azienda, remoto, gestione diretta del team?)
- Che mandato ha (cosa può decidere da solo, per cosa è necessario il confronto con te, che tipo di riferimento è per le persone in azienda)
- Come si monitora il valore del suo operato (follow up, feedback, KPI, ecc…).
Dove si cerca un(a) temporary manager?
Esistono diversi modi per cercare e, si spera, trovare un temporary manager:
- Società di temporary management, che offrono professionisti selezionati.
- Passaparola e network: chi ha già affrontato questa scelta può darti consigli utili.
- LinkedIn, e piattaforme di recruiting, per valutare profili in autonomia.
- Agenzie del lavoro e associazioni di categoria, che spesso hanno database di professionisti qualificati.
L’onboarding: mettere il(la) temporary manager in condizione di lavorare bene
Una volta trovato il manager giusto, devi dargli gli strumenti per poterti aiutare. Per questo è buona prassi:
- Trasmettergli in modo chiaro la tua visione e le tue aspettative.
- Presentarlo al team, spiegando bene lo scopo per cui viene inserito in azienda e il tipo di lavoro che gli viene affidato
- Dargli accesso alle informazioni e alle persone chiave
- Dargli feedback costruttivi sul suo operato.
In conclusione
Trovare il temporary manager giusto per la tua PMI non è solo una questione di individuarlo con le competenze che servono, ma anche di risonanza tra i vostri valori e di allineamento alla visione aziendale. Servono tempo, metodo, i canali giusti, un buon network e, a volte, anche un pizzico di fortuna (o, se preferisci, di sincronicità). Quando però trovi la persona giusta, puoi finalmente concentrarti su ciò che conta davvero: far crescere la tua azienda senza perdere il controllo, anzi, rafforzandolo.
Un temporary manager porta in azienda competenze che oggi non hai internamente e che non puoi acquisire subito con le risorse a disposizione. Ma proprio grazie al suo intervento, potrai svilupparle nel tempo, rendendo la governance della tua impresa più solida e sostenibile.
Come capire quali competenze chiave per una crescita sostenibile hai già in azienda e quali, invece, devi cercare all’esterno? Non sempre la risposta è data dall’evidenza delle cose, per capirlo bene può essere necessario esplorare la parte sommersa dell’iceberg, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.
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