Da quando la tua azienda era solo un’idea, ogni decisione, ogni scelta, ogni problema è passato attraverso di te. Non solo perché fosse necessario, ma perché era giusto così. Il controllo, la capacità di avere il polso della situazione in ogni momento, la soddisfazione di vedere le cose funzionare grazie al tuo impegno diretto sono stati la tua benzina, la tua spinta quotidiana.
Eppure, oggi, forse un po’ più stanco o stanca di allora, potresti sentire nella tua testa il rumore di una domanda che fino a poco tempo fa non avresti mai pensato di porti: mi serve un manager?
Il peso della crescita
Nessuno meglio di te sa che, quando si avvia un’impresa, tutto è nelle mani dell’imprenditore o dell’imprenditrice. A volte è un’impresa a quattro, sei, dieci mani, se sei in società con altri. Ma è comunque sulla scrivania o sui tavoli da lavoro di chi le ha dato vita che si accumulano decisioni, problemi, urgenze. Sei tu (siete voi) il punto di riferimento per clienti, fornitori, collaboratori. E soprattutto per quelle situazioni che sembrano non avere soluzione, ma alle quali una soluzione va trovata. Non è forse questo il lato più affascinante del fare impresa?
Poi l’azienda cresce. O potrebbe farlo. La scelta di farla crescere, nel senso di evolvere, è tua. In ogni caso il mercato e il contesto in cui operi si evolvono, indipendentemente da quello che vuoi o pensi di fare tu. A volte, le cose cambiano così tanto e così velocemente da rendere sempre più evidente una cosa: non puoi essere ovunque, non puoi tenere sotto controllo tutto. Non nel senso che non vedi cosa accade—se fai l’imprenditore hai l’abilità di cogliere cose che altri non vedono—ma nel senso che, pur dedicando sempre più tempo alla tua attività, non arrivi più a tutto.
Ed è qui che, forse, il dubbio si fa strada e ti chiedi: avere qualcuno che mi aiuti a nella gestione potrebbe essere una scelta da considerare? Alcuni giorni la risposta è sì. Altri è no. Perché, sotto sotto, c’è una paura molto umana: perdere il controllo.
Il timore di delegare
Perdere il controllo di qualcosa a cui si tiene, è una paura comprensibile. Per anni sei stato tu il punto di riferimento. Questa azienda è il tuo progetto. Ti sei preso rischi per arrivare fin qui. Le hai dato un’identità, l’hai forgiata a tua immagine e somiglianza. È la tua creatura.
Ed ecco che tante domande creano rumore nella tua mente:
- Come posso essere certo o certa che un manager capisca davvero come funziona l’azienda?
- Che non distorca la mia visione?
- Che non prenda decisioni sbagliate?
- Peggio ancora, come posso essere certo che non mi freghi?
Eppure, guardandoti intorno, vedi imprenditori e imprenditrici che hanno fatto questo passo e hanno trovato un nuovo equilibrio. Alcuni parlano di libertà ritrovata, altri della fatica iniziale di lasciar andare. Ma quasi tutti riconoscono che, alla fine, avere qualcuno accanto è una sfida, ma porta anche vantaggi concreti.
Se ce l’ho fatta finora, perché non dovrei farcela da ora in poi?
Sì, avere un manager potrebbe aiutarmi, starai pensando tra te e te. Ma stringendo i denti, sacrificando qualche altra cosa, alla fine se ce l’ho fatta finora posso farcela anche adesso, ti convincerai. Del resto, la mia è un’azienda piccola. C’è davvero abbastanza lavoro per un manager? E poi, quanto mi costerebbe?
Riflessioni legittime. C’è però un rischio che potresti non avere considerato del tutto o abbastanza.
Il problema non è solo la stanchezza, il farcela o non farcela. Non è solo il fatto che potresti non arrivare dappertutto. Il vero pericolo è che, a lungo andare, tu potresti diventare il collo di bottiglia della tua azienda.
Se ogni decisione deve passare da te, se ogni problema attende il tuo intervento, la tua organizzazione è fragile. Non è più una struttura viva, ma un sistema paralizzato che dipende interamente da una persona. Ci sono aziende che funzionano così tutta la vita, ma qual è la qualità della vita di chi le governa e di chi ci lavora? Te lo sei mai chiesto?
Che cosa succede se un giorno non puoi esserci? Se vuoi prenderti una pausa o gli eventi della vita ti costringono a farlo? Se vuoi—giustamente—dedicare tempo a qualcosa di diverso? O, ancora meglio, se vuoi concentrarti sulla crescita dell’azienda invece di essere ingabbiato o ingabbiata nell’operatività quotidiana?
Sì, ok, ma un manager può davvero aiutarmi?
Un manager non fa miracoli. Non tutti i manager sono competenti come ci si aspetta che siano. Ci vuole tempo per trovare la persona giusta per te e per la tua realtà. E quando l’hai trovata devi dedicargli il tempo e le attenzioni di cui ha bisogno. Devi metterla nelle condizioni di poterti aiutare altrimenti tanto vale investire i soldi della sua RAL o della sua notula (sì, ci sono anche manager a partita iva) in altro.
Ma se la persona giusta la trovi, può portare nella tua azienda nuove conoscenze e competenze, organizzazione e metodo. Può aiutarti a costruire un sistema che funzioni anche senza la tua presenza costante.
Avere un manager o una manager non significa perdere il controllo. Significa spostarlo su un livello diverso. Non significa che non sarai più tu a decidere, ma che potrai finalmente concentrarti sulle decisioni che contano davvero.
Avere un manager nella tua piccola azienda significa avere uno specchio nel quale riflettersi per mettere a fuoco limiti e punti di forza . Significa prendere consapevolezza di sé stessi, del presente e del futuro dell’azienda.
E quindi?
Forse la vera domanda non è se ti serve un manager. Forse le domande che dovresti farti sono due:
- Voglio continuare a essere il centro di tutto, o voglio costruire qualcosa che possa crescere e funzionare anche oltre me?
- Voglio continuare a essere l’imprenditore o imprenditrice che sono sempre stato/a, o voglio provare a esplorare nuovi modi di essere e di fare impresa?
Si tratta di domande esistenziali, prima ancora che imprenditoriali. Le risposte non sono né facili né immediate. Forse ti serve tempo e qualcuno che ti aiuti a far chiarezza. Magari ci riesci da solo, prendendoti uno stacco mentale dal lavoro.
Ma una cosa è certa: se vuoi che la tua azienda continui a essere competitiva, devi essere pronto o pronta a cambiare.
Il primo passo devi di nuovo farlo tu. Come quando hai avuto quell’idea che oggi è un’impresa.
Ma come si trova un manager e che manager devo cercare?
Non esiste una formula unica, perché ogni impresa è diversa, e così anche ogni manager e diversi sono i canali per arrivare alla persona giusta.
La chiave è capire qual è il tuo modello di leadership e quali sono i tuoi reali bisogni. Quali compromessi non sei disposto o disposta ad accettare, affinché fare impresa resti la tua priorità.
Trovare la persona giusta richiede tempo, metodo e consapevolezza. A volte serve più di un tentativo.
Di questo parleremo nel prossimo articolo.
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