Essere manager in una PMI

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Essere manager in una PMI

Una prospettiva di carriera senza la promessa di poter salire in alto, ma con l'opportunità di poterti immergere molto in profondità.

Dalle mie esperienze dirette e indirette con le PMI ho imparato che essere manager in una realtà aziendale medio-piccola, prima ancora di una professione, è un percorso di sviluppo personale che si intreccia con le sfide e le ambizioni di chi ha creato l’azienda. 

Per poter ricoprire questo ruolo con soddisfazione serve una connessione profonda con la realtà aziendale, quasi al pari di quella dell’imprenditore. Dico quasi, perché se tu sei il manager non sei l’imprenditore. Questa è la prima cosa da tenere a mente.

Il tuo ruolo di manager è complementare a quello dell’ imprenditore, puoi fare le sue veci ma non sostituirlo, neppure quando lui o lei è molto capace di delegare e in sua assenza ti trovi ad essere il primo punto di riferimento per l’azienda. Del resto, se l’imprenditore ti ha voluto al suo fianco non è perché aveva bisogno di un altro imprenditore,  se avesse avuto bisogno di un altro imprenditore avrebbe cercato un socio o un partner in affari.

I motivi per i quali ti ha cercato possono essere tanti, ma quasi tutti riportanto a questi tre motivi:

  • deve risolvere dei problemi che con il suo team non è in grado di risolvere,
  • deve colmare un vuoto di competenze,
  • ha bisogno di qualcuno su cui poter confidare 

Niente esclude che nel tuo percorso di manager tu possa scoprire una vocazione imprenditoriale che non sapevi di avere e diventare tu stesso un imprenditore o un’imprenditrice.  Se questo succederà, apparentemente avrai un grande vantaggio competitivo, anche se in certi momenti l’imprenditore dentro di te potrebbe entrare in conflitto con il manager e lì dovrai capire chi dei due vuoi essere.  

Essere manager in una PMI significa quindi, nella maggior parte dei casi, lavorare a fianco di chi l’azienda l’ha concepita e fatta crescere. Questo rapporto diretto offre grandi ricompense, ma è anche pieno di sfide e qualche frustrazione. E’ proprio dalle sfide e dalle frustrazioni che possono nascere grandi opportunità per rafforzare le tue  competenze e diventare un grande manager anche se l’azienda nella quale lavori è piccola.  

Le sfide

L’imprenditore in una PMI è spesso coinvolto in ogni aspetto della gestione aziendale, dalle decisioni strategiche ai dettagli operativi.  Insomma, anche quando non lo vedi, lui c’è . E’ molto probabile che tu sia il primo e unico manager in azienda e che,prima del tuo arrivo fosse lui l’unico riferimento per tutti, cosa che genera un legame emotivo profondo tra lui e l’impresa, quasi paragonabile a quello di un genitore per un figlio.

Da questa relazione emotiva nasce il vero valore aggiunto di una piccola o media impresa, ma per te che sei il manager in alcuni momenti può rappresentare un ostacolo e impedirti di svolgere il tuo lavoro come dovrebbe fare un “manager da manuale di management”. E tu sei un manager, ricordatelo, l’imprenditore è lui o lei. 

Le decisioni dell’imprenditore, infatti, abbastanza spesso sono guidate più dall’intuito che dai dati, o per lo meno non solo dai dati. Per te, che maneggi metodi e tecniche manageriali, a volte certe decisioni potrebbero sembrare insensate, per certi aspetti potrebbe capitare che lo siano davvero.  È qui che sta la tua sfida più grande: trovare il giusto equilibrio tra il rispetto per l’intuizione imprenditoriale e la necessaria autorevolezza per far capire all’imprenditore che se è disposto ad ascoltarti  insieme riuscirete a trovare soluzioni migliori di quella che aveva in mente lui.  Cosa che lui in realtà sa benissimo,  ma che potrebbe non essere ancora del tutto disposto ad accettare.  Cambiare è difficile per tutti, per paura e perché c’è sempre da scendere a patti con un ego senza il quale non esisterebbe il fare impresa e probabilemente neppure il management.

A dire il vero, all’inizio è probabile che l’imprenditore sia entusiasta di affidarsi a te, sperando che tu abbia tutte le soluzioni ai suoi problemi (cosa che potrebbe crearti qualche difficoltà con i colleghi, se non dimostri di essere uno di loro). Tuttavia, dopo questa dimostrazione di fiducia iniziale, potresti trovarti di fronte a resistenze o a decisioni che privilegiano la sua visione personale e chiederti: ma allora, io che ci sto a fare? Non perdere la motivazione! Il fatto che lui o lei non segua immediatamente i tuoi suggerimenti non significa che non li tenga in considerazione. Il vero impatto del tuo lavoro ha bisogno di tempo per manifestarsi.  Serve pazienza.  Se la pazienza non è una tua qualità, ti viene data una grande opportunità per allenarla.  

Le ricompense

Nel mio percorso professionale ho potuto toccare con mano che per chi ha la pazienza di aspettare, le grandi sfide sono accompagnate da ricompense altrettanto grandi. Non sempre, ma spesso. Lavorare a stretto contatto con l’imprenditore ti permette di avere un impatto diretto e tangibile sull’azienda. Ti aiuta a capire dove sta il tuo valore e che cosa davvero sai fare bene. Hai l’opportunità di contribuire alla strategia e di vedere i tuoi sforzi tradursi in risultati concreti, anche se dovrai aguzzare la vista perché non sempre il tuo contributo sarà così evidente ai tuoi stessi occhi. Come non sempre ti verrà detto che cosa hai fatto bene e cosa potevi fare meglio. Dovrai imparare a riconoscere anche da solo il contributo che dai, lavorando molto sulla tua autostima, la tua capacità di autocritica e di autovalutazione, oltre a imparare a cogliere segnali di riconoscimento in codice che ogni imprenditore a modo suo dà.  Imparare a riconoscere in autonomia dove sta il tuo valore ed essere disposto a condividere i meriti è un’altra grande opportunità che hai per rafforzarti come persona e come professionista.

In una PMI, ogni decisione strategica alla quale contribuisci come manager diventa un tassello fondamentale per la crescita dell’azienda, anche se la decisione finale spesso riamane prerogativa dell’imprenditore. Avrai l’opportunità di sviluppare una visione globale dell’impresa, affrontando una vasta gamma di situazioni complesse che, per loro stessa natura, rappresentano esperienze altamente formative, sia sul piano personale che professionale. 

Non solo, ma la passione dell’imprenditore o dell’imprenditrice è spesso così coinvolgente da trasmettere un’energia contagiosa. Il modo in cui ti lascerai contagiare determinerà se sarai travolto dagli eventi o se sarai una parte attiva di quel dinamico processo di cambiamento che entrambi state cercando di mettere in atto. Se ti lascerai travolgere dagli eventi, potresti in alcuni casi (dipende dal tipo di eventi) passare da ricoprire un ruolo di supporto a essere un problema in più da gestire. Ricordati che uno dei tre motivi per cui l’imprenditore ti ha voluto al suo fianco è che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a risolvere i problemi che già ci sono, non che gliene crei di nuovi.

La frustrazione

In genere, le piccole e medie imprese dispongono di risorse limitate. Tu, così come l’imprenditore o l’imprenditrice, puoi avere grandi capacità e tante idee brillanti, ma alla fine ti troverai inevitabilmente a fare i conti con risorse insufficienti per soddisfare tutte le necessità aziendali, tra queste anche le tue ambizioni. Sono quei casi in cui inizierai a pensare che lì stai bene, è come essere in famiglia, ma forse è meglio andare a fare il manager in una grande azienda dove è probabile (ma non certo) che ti paghino di più e ci siano più possibilità di crescere (dipende cosa intendi per crescere).

Quando parlo di risorse, non mi riferisco solo a quelle finanziarie, ma anche a competenze e talenti. La frustrazione di dover “fare di più con meno” è una costante per chi lavora come manager in una PMI. Tuttavia, questa condizione rappresenta anche la migliore palestra per sviluppare altre competenze manageriali fondamentali, oltre alla pazienza e la capacità di autovalutazione e autostima di cui parlavamo prima. Competenze chiave come:

  • flessibilità e adattabilità,
  • creatività e capacità di risolvere problemi complessi
  • capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza,
  • gestione del rischio e dello stress
  • agilità nel fronteggiare gli imprevisti
  • empatia e leadership

In altre parole, tutto ciò che rende forte un piccolo imprenditore contribuirà a rendere forte anche te che sei il manager.

Un legame che va oltre il lavoro

Essere manager in una PMI significa quindi vivere il proprio ruolo con una visione del lavoro e un senso dello scopo che supera le logiche tradizionali dell’ambiente professionale al quale ancora la maggior parte delle persone aspirano quando pensano a una carriera manageriale: l’ambiente corporate.

Per essere manager in una PMI ti serve un legame emotivo che ti connetta all’azienda e ti dia un senso profondo di appartenenza.  Devi aver voglia di assumerti la responsabilità di portare avanti un progetto imprenditoriale che non è tuo in senso stretto, ma che puoi portare avanti solo se senti che è anche tuo. Una responsabilità che richiede molta automotivazione e che può diventare un grande potere, inteso come capacità di far succedere le cose.  Se sei un manager che è capace di far succedere le cose, sei un grande manager anche se l’azienda dove lavori è piccola.

Un’esperienza intensa e trasformativa

In conclusione, essere manager in una PMI significa vivere un’esperienza totalizzante, che unisce il ricoprire e il vivere il ruolo in modo indissolubile. E’ un lavoro che richiede dedizione, cura, resilienza e una passione autentica. Ma se sei disposto o disposta a metterti in gioco, le soddisfazioni possono essere tante e riguardano soprattutto la tua voglia di crescere, di imparare e di avere un impatto che generi valore autentico.  Non avrai la prospettiva di salire di ruolo secondo un’accezione gerarchica, a meno che con il tempo l’azienda non cresca di dimensione e diventi una grande azienda. Anche se succederà, ci vorrà comunque del tempo.  

Gli edifici delle PMI sono case con un piano terra e un primo piano: non hanno l’imponenza dei grattacieli delle grandi corporation. Non ci sono scale o ascensori scintillanti che portano ai piani alti.  Hanno spazi raccolti, pieni di anfratti e angoli nascosti, dove ogni centimetro è sfruttato al massimo perché lo spazio non basta mai. Soprattutto se sei all’inizio della tua carriera, questa struttura più a misura di persona ti offre un’opportunità unica: puoi esplorare ogni stanza, attraversare corridoi e scoprire angoli impensabili, senza rischiare di perderti. In ognuno di questi spazi incrocerai sempre qualcuno che ti chiama per nome, potrai lasciare la tua impronta, cimentarti in nuove sfide e scoprire risorse dentro di te che nemmeno immaginavi di avere.

Se hai già provato ad avere una carriera manageriale in una PMI e non è andata proprio così, sappi che la chiave del successo non dipende solo da te: dall’altra parte deve esserci un imprenditore o un’imprenditrice capace di riconoscere, rispettare e valorizzare il tuo ruolo di manager e la tua persona, perché  possiate costruire nel tempo un rapporto professionale che generi valore autentico e durevole. 

Di questo parlerò nel mio prossimo articolo. 

Photo credits: NEOM | Unsplash. 

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